Sono passati esattamente settant'anni dall'approvazione, da parte del Parlamento Italiano, delle leggi razziali. Furono emanate il 17 novembre del 1938, e da sole bastano a smentire tutti coloro secondo i quali il fascismo fu una dittatura blanda, "all'acqua di rose", e che l'unico errore fu l'entrata in guerra.
Cosa dicevano le leggi razziali italiane?
Furono una vergogna e una infamia imperdonabile. Gli ebrei vennero espulsi dalle amministrazioni pubbliche, da tutti gli enti statali, da banche e assicurazioni, dall'insegnamento nelle scuole di qualunque ordine e grado. I ragazzi ebrei non potevano più essere accolti nelle scuole statali. Agli ebrei fu vietato di possedere terreni e fabbricati, prestare servizio militare, essere proprietari di aziende, avere domestici "ariani".
Insomma una vera e propria tragedia per migliaia di persone, magari con alle spalle anni ed anni di onoratissimo lavoro o carriera: tutto secondo le direttive di Mussolini e del regime fascista.
Le leggi razziali presero le mosse da "un gruppo di studiosi fascisti, docenti nelle università italiane che avevano, sotto l'egida del Ministero della Cultura popolare, redatto il manifesto che gettava le basi del razzismo fascista". Questo sotto la guida, appunto, del ministro della Cultura popolare Dino Alfieri e del segretario del partito fascista.
Il 5 agosto del 1938 uscì il primo numero del giornale "La difesa della Razza" diretto da Telesio Interlandi, un giornalista e scrittore apprezzato dal regime che già dirigeva, su richiesta di Mussolini, il quotidiano “Il Tevere”. Con questa rivista la politica antiebraica fascista, che scimmiottava quella nazista, divenne metodica e pianificata, al punto che migliaia di ebrei italiani furono perseguitati, umiliati, messi alla fame, arrestati e poi spediti nei campi di sterminio.
Ma non erano solo gli ebrei, per un Paese di aspiranti colonizzatori, le vittime di queste leggi. Il manifesto redatto dagli studiosi fascisti era suddiviso in dieci punti. Ecco il decalogo:
1  Le razze umane esistono
2  Esistono grandi razze e piccole razze
3  Il concetto di razza è concetto puramente biologico
4  La popolazione dell'Italia attuale e' di origine ariana e la sua civiltà è ariana
5  E' una leggenda l'apporto di masse ingenti di uomini in tempi storici
6  Esiste ormai una pura "razza italiana”
7  E' tempo che gli italiani si proclamino francamente razzisti
8  E' necessario fare una netta distinzione tra i mediterranei d'Europa (occidentali) da una parte gli orientali e gli africani dall'altra.
9  Gli ebrei non appartengono alla razza italiana.
10 I caratteri fisici e psicologici puramente europei degli italiani non devono essere alterati in nessun modo
A qualcuno, leggendo questo decalogo, potrebbero risuonare nelle orecchie le parole sulla “superiorità della civiltà occidentale su quella islamica”…